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Numero 5(96)
La pattuglia acrobatica italiana per la terza volta a Mosca

    La presenza delle Frecce Tricolori a Mosca è diventata ormai abituale. È infatti il terzo anno consecutivo in cui la Pattuglia Aeronautica Nazionale è presente alle manifestazioni aeronautiche che si tengono a Mosca. Nel 2003 c'era stato il primo invito da parte delle Autorità russe a partecipare al MAKS, che come Lei sa è biennale. Le Frecce Tricolori in quell'occasione hanno suscitato una splendida impressione nei confronti del pubblico e degli esperti russi. Tanto bella da valere loro un invito da parte degli organizzatori dell'Aviasalon a partecipare anche alla manifestazione dell'anno successivo, il Festival Internazionale delle Pattuglie Acrobatiche. Anche al Festival la PAN ha riscosso grande successo; motivo per il quale è stato rinnovato l'invito al MAKS 2005 di quest'anno. Questa assiduità della presenza in Russia costituisce anche un fatto eccezionale, perché è molto raro che il team si esibisca anche per soli due anni consecutivi in una stessa località all'estero, vuoi per motivi organizzativi, vuoi per il grandissimo numero di richieste e invite che pervengono alle Frecce Tricolori da tutte le parti del mondo. Qui a Mosca vengono invece già da tre anni. E questo è anche dovuto al grande apprezzamento reciproco che esiste tra l'Aeronautica Militare Italiana e l'Aeronautica Militare e civile della Federazione Russa. Con un briciolo di immodestia devo anche dire che gli amici russi, veri intenditori di aviazione e di cose aeronautiche, hanno apprezzato appieno l'elevato grado di professionalità e di competenza dei colleghi italiani.
    La PAN è un po' la bandiera dell'Italia e la rappresenta a livello mondiale. Ma oltre a questo mette in evidenza alcune delle qualità della nostra Aeronautica Militare, che sono appunto basate sulla professionalità, sul rigore e sulla serietà nella condotta del volo. I piloti della PAN sono tutti Ufficiali dell'Aeronautica Militare che per alcuni anni vengono assegnati a questo Gruppo, chiamato anche 313° Gruppo Addestramento Acrobatico, ma che comunque rimangono piloti militari operative a tutti gli effetti. Durante l'inverno infatti, oltre ad addestrarsi per le manifestazioni aeree cui dovranno partecipare nella stagione successiva, svolgono anche il normale addestramento al tiro come gli altri reparti dell'A. M. Al termine della loro permanenza di alcuni anni nella PAN, i piloti tornano a far parte dei loro Stormi operativi.
    Gli stessi velivoli delle Frecce Tricolori, gli MB.339, sono velivoli militari con capacità operativa che possono essere impiegati nel contrasto di carri armati, elicotteri e velivoli con caratteristiche di bassa velocità. In caso di necessità questi velivoli possono infatti essere armati ed entrare in azione nel giro di poche ore. Nel recente passato, in qualche particolare occasione, i piloti ed il velivoli PAN hanno contribuito ad assicurare la protezione dello spazio aereo nazionale. L'azienda che costruisce gli MB.339 è l'italiana AERMACCHI, ed a titolo di curiosità può essere utile sapere che le lettere iniziali della sua sigla vengono dai nomi della Ditta costruttrice (Macchi) e dall'ingegnere che li ha progettati (Bazzocchi). Attualmente vengono utilizzati sia come velivoli da addestramento per il conseguimento del brevetto di Pilota Militare, sia come mezzi operativi, oltre ad essere impiegati dalla Pattuglia Acrobatica.
    Occorre anche precisare che l'aspetto acrobatico del volo non è fi ne a se stesso, ma si compenetra ed è parte essenziale del volo militare, dove spesso è necessario portare il velivolo al massimo delle sue possibilità tecniche. L'acrobazia aerea infatti è nata come necessità, in quanto la capacità di poter gestire il velivolo in sicurezza fi no al limite delle sue prestazioni fa la differenza nell'eventuale confronto con un avversario.
    - Che cosa contraddistingue i piloti italiani dal resto dei piloti secondo lei? Esiste un approccio diverso alla professione, al mezzo, cosa ne pensa?
    - Ritengo che l'approccio a questa professione sia lo stesso per i piloti militari di tutti I Paesi del mondo, che sono spinti da una forte passione per il volo. Ogni Aeronautica Militare poi addestra ed impiega il proprio personale in maniera coerente con la propria esperienza e con le proprie tradizioni. Ed a questo proposito sono convinto che i piloti italiani non siano secondi a nessuno.
    Alla base di questa professione c'è uno sconfi nato amore per il volo, che si completa con la grande motivazione derivante dal fatto che il fi ne ultimo che si raggiunge è quello del la difesa del proprio Paese; anzi, me lo lasci dire: della Patria. Mi rendo conto che sia facile cadere nella retorica quando si parla di questo argomento, ma le assicuro che è una sensazione autentica. Ritengo che i piloti militari abbiano la grande fortuna di soddisfare la loro più grande passione e nello stesso tempo godere del privilegio di fornire un servizio insostituibile per la collettività. Il militare produce sicurezza, un bene che non è facile da misurare e che non si riesce ad apprezzare che in determinate situazioni o circostanze. E' una professione bella ma non facile, per la quale non è suffi ciente la passione ma occorrono anche grande impegno, professionalità e disciplina. Perché chi trascura questi aspetti diventa un pericolo per se e per gli altri. Esistono piloti vecchi e piloti indisciplinati, ma non esistono vecchi piloti indisciplinati.
    - Come si sono trovati i piloti italiani, a volare nei cieli moscoviti?
    - La presenza della PAN a Mosca è stata motivo di reciproca soddisfazione; i piloti italiani si sono trovati magnifi camente a volare nei cieli della Russia e le loro esibizioni sono state accolte con grande calore ed ammirazione sia dal grande pubblico , sia dagli esperti di aviazione. È stata quindi un'ottima esperienza. Peraltro si è esibito anche un altro velivolo italiano: il G.222. Si tratta di un aereo da trasporto che è stato presentato a Mosca per la prima volta dai piloti collaudatori e sperimentatori del Reparto Sperimentale di Volo dell'Aeronautica Militare Italiana. Reparto dal quale proviene il Colonnello Pilota Roberto Vittori, cosmonauta italiano che ha volato per ben due volte nelle missioni spaziali russe "Soyuz". L'Aeritalia G.222, normalmente utilizzato come velivolo da trasporto, è stato presentato in volo in maniera superba dai nostri piloti sperimentatori, i quali ne hanno dimostrato l'elevata maneggevolezza e la capacità di atterrare in spazi ridottissimi, simulando situazioni simili a quelle che spesso si incontrano in località dove è necessario far giungere soccorso ed aiuti umanitari.
    Le esibizioni dei nostri velivoli hanno fatto inoltre da perfetta cornice ai negoziati commerciali che si sono tenuti al MAKS, dove rappresentanti dell'industria italiana, ed in particolare di Finmeccanica, hanno fi rmato importanti accordi di collaborazione con alcune società russe del settore aeronautico. Ho potuto anche constatare come lo stand italiano presen te al Salone sia stato tra i più visitati, tanto dal pubblico quanto dagli operatori commerciali.
    - Grande successo, quindi, anche per l'industria aeronautica italiana.
    - L'accoglienza russa è stata calorosa. In occasione di un evento sociale che si è tenuto in onore degli equipaggi italiani, i piloti sono stati anche decorati con una signifi cativa medaglia al merito aeronautico dal Comandante in Capo dell'Aeronautica Militare della Federazione Russa, il Generale Vladimir Sergeevic Mikhajlov. Peraltro, nel luglio scorso il Generale Mikhajlov è stato in visita di lavoro in Italia, ospite del capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica Militare Italiana, Generale Leonardo Tricarico. Le relazioni tra le Aeronautiche Militari di Russia e Italia sono improntate alla massima stima e considerazione reciproca e si stanno concretizzando varie forme di cooperazione che certamente contribuiranno a rendere sempre più saldi i vincoli di amicizia che legano I rispettivi Paesi.
    È inoltre rilevante notare che la cooperazione militare tra Russia e Italia non si limita al solo aspetto aeronautico ma abbraccia tutte le Forze Armate, ed a tale proposito è stata particolarmente signifi cativa la visita uffi ciale che il Capo di Stato Maggiore della Difesa italiano, Ammiraglio Giampaolo Di Paola, ha effettuato a Mosca nel mese di giugno scorso, nel corso della quale ha avuto profi cui incontri con Personalità di Governo e con i Vertici delle Forze Armate.
    Tornando sull'argomento delle manifestazioni aeree spero che si possa presentare al più presto un'occasione utile per poter ricambiare l'ospitalità e vedere le Pattuglie Acrobatiche Russe volare nei cieli italiani.

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