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Numero 14(78)
La S&P spiega la sua posizione agli investitori

    E’ ovvio che dopo che l’agenzia Moody’s aveva conferito alla Russia il rating “valido per li investimenti”, tutti gli investitori hanno rivolto lo sguardo verso la S&P.
    Cosa farà adesso quest’agenzia di rating, ritenuta la più autorevole? Seguirà il suo concorrente o prenderà una posizione di attesa e forse anche scettica? La risposta non si è fatta aspettare. Proprio a qualche giorno dalla decisione della Moody’s, gli esperti della S&P hanno dichiarato che la mossa dell’agenzia concorrente era stata prematura. Il 22 ottobre, Helena Hessel, analista di spicco della S&P, ha pubblicato sul quotidiano russo “Vedomosti”, un commento dettagliato che spiega la posizione degli esperti e precisa, quando potrebbe essere possibile l’aumento del rating. Va rilevato che l’articolo è scritto in un tono molto moderato. In tutti e cinque i punti che sono presi in considerazione dall’agenzia nel conferimento del rating (situazione politica; struttura e indici di crescita dell’economia; flessibilità del sistema fiscale di blancio; stabilità del sistema monetario; riserva di liquidità estera), la Russia non sarebbe progredita sufficientemente per ottenere il grado “valido per gli investimenti”. Per quanto riguarda i rischi politici, la Hessel, che da una parte rileva la creazione di un sistema politico stabile, il che “potrebbe significare che nei cambiamenti successivi del potere politico sarà garantita la coerenza generale della politica statale”, dall’altra parte sottolinea la scarsità della riforma amministrativa. In particolare, “l’apparato enorme della burocrazia pubblica russa interviene in modo troppo audace e troppo frequentemente nella vita della società”. In altre parole, il controllo della burocrazia è un indicatore importante per valutare lo sviluppo politico della Russia in futuro. Poche sarebbero anche le realizzazioni nel cambiamento della struttura della crescita economica. “La struttura dell’economia russa rimane un ostacolo serio per l’aumento del rating del Paese fino al grado “da investimenti”. La forza motrice della crescita economica è l’estrazione e l’esportazione dei minerali, prevalentemente del gas e del petrolio”. Inoltre, la dipendenza dal settore del gas e del petrolio si basa sulla debolezza del sistema bancario. “Finché non si sarà intensificata la riforma del sistema finanziario e non saranno stati trovati dei mezzi per sanarlo, l’aumento del rating fino al grado “valido per investimenti” sarà rinviato”. Quindi, la diversificazione dell’economia e la riforma bancaria è il secondo indicatore, importante per la S&P. Gli esperti sono peraltro contenti della politica budgetaria. La creazione del fondo di stabilizzazione, nell’ambito della Finanziaria 2004, ha ovviamente avuto un ruolo importante nella stima della politica di bilancio. La Standard& Poor’s ha apprezzato l’aumento notevole della flessibilità del sistema fiscale e budgetario della Russia, avendo rialzato, il 5 dicembre 2002, il rating in valuta nazionale di due gradi, dal BB- al BB+. E “sebbene alcuni problemi strutturali del settore budgetario e fiscale rimangano irrisolti, di per sé non impediscono l’ottenimento da parte della Russia del rating “valido per gli investimenti”, scrive Helen Hessel nel suo articolo. Dopo aver letto quest’articolo, molti possono allargare le braccia e dire: si’, tutti questi rischi sono ovvi, anzi, per la soluzione dei relativi problemi ci vorranno, come minimo, alcuni anni, se, poi, sarà possibile risolverli nell’ambito del sistema attuale di potere nella Russia. E’ forse probabile che il partito del potere, tutto composto da funzionari, rappresentanti del potere e di organi pubblici, inizierà una lotta attiva contro la macchina buricratica, i cui interessi sono espressi proprio da queste persone? E’ possibile, poi, la diversificazione dell’economia, se gli oligarchi petrolieri acquistano degli attivi sempre nuovi ed aumentano la loro presenza negli organi del potere? In altre parole, non sembra che la S&P possa rialzare il rating della Russia nei prossimi anni. Ma la situazione non è, poi, così triste. Gli esperti della S&P sentono evidentemente il pressing da parte dei loro clienti corporate, i quali prossimamente potrebbero preferire di avere notizie sui rating da parte Moody’s. Sebbene le prospettive delle riforme rimangano assai vaghe, il Governo russo dovrebbe continuare a emettere, uno dopo l’altro, documenti di programma che permetteranno di dimostrare la diposnibilità della Russia a proseguire per la strada delle riforme. Per quanto appaia severa la posizione degli analisti della S&P, la Russia otterrà il rating “valido per gli investimenti” già verso il 2005, e forse anche nel primo semestre del 2004, se sarà brava.

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