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Numero 6(51)
Spie

    Un’ondata di smania spionistica sembra investire ancora una volta la direzione russa.
    Uno dei più noti ex generali del KGB Oleg Kalughin ha ricevuto, dalla parte dei collaboratori del consolato russo a Washington, una lettera citatoria che gli prescrive di “comparire alle ore 10 del 28 marzo 2002 alla Direzione istruttoria del Servizio federale di sicurezza di Russia” a Mosca. La lettera aggiunge che a Kalughin che attualmente abita negli USA, incombe di comparire “per un interrogatorio in qualità di imputato” di divulgazione di un segreto di Stato. In effetti, questa volta il generale, famoso per aver clamorosamente svelato operazioni del KGB, ha passato i limiti nel giugno del 2001 deponendo in tribunale contro George Trofimoff accusato di spionaggio per conto dell’URSS e dichiarando con fermezza di averlo incontrato in qualità d’agente. Tale comportamento è considerato un tradimento secondo il codice di ogni servizio segreto. Ma nello stesso tempo un ordine di comparire per un interrogatorio è stato consegnato ad un ex agente del SFS russo Alexandr Litvinenko che aveva chiesto un asilo politico in Gran Bretagna.
    Quest’ultimo e’ imputato “di prevaricazione, di falso commesso da magistrato, nonché di furto e di detenzione abusiva di munizioni”. Sembra una risposta simmetrica del SFS alla partecipazione di Litvinenko alla redazione di un libro intitolato “Un attentato alla Russia” pubblicato da Boris Berezovskij. Non avendo tendenze suicide i due imputati naturalmente hanno rifiutato di acconsentire all’interrogatorio.

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