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Numero 4(49)
Il governo ha ridotto il pagamento dei debiti

    A metà febbraio il governo ha confermato ufficialmente che il volume dei pagamenti da effettuare nel 2003, si era ridotto di 2,5 miliardi di dollari.
    Fino a poco fa si pensava che la Russia dovesse pagare ai creditori circa 19 miliardi di dollari, equivalenti alla metà delle entrate annue del budget federale. Ora invece l’esecutivo sostiene che il Paese deve pagare solo 17 miliardi di dollari. I rappresentanti del Ministero della finanza, del resto, preferiscono spiegare i motivi di tale riduzione in modo carenato: “la riduzione del debito è avvenuta in seguito agli sforzi del governo mirati alla gestione del debito pubblico”.
    Una formula così enigmatica lascia spazio notevole alle fantasie. I giornalisti del quotidiano “Vedomosti”, ad esempio, hanno visto nella riduzione del debito una conferma dell’acquisto dei debiti sui mercati finanziari. In realtà, le voci secondo le quali gli istituti autorizzati dal governo, compresa la Vnesheconombank, agente dell’esecutivo per le operazioni relative ai debiti, si sono accaparrate le obbligazioni russe, erano comparse già un anno fa. Nel contempo, l’acquisto dei debiti russi da parte di istituti pubblici non significa necessariamente che il peso dei debiti sia ridotto, dato che potenzialmente questi titoli possono tornare sul mercato. Di solito si ritiene che l’incetta dei debiti sia solo il riscatto di obbligazioni statali con i mezzi del budget. Purtroppo l’esecutivo non ha dato alcuna diretta conferma d’aver usato proprio questo metodo, ma è noto che nei bilanci del 2001e del 2002 non erano previste spese per il riscatto dei debiti. Ciò vale a dire che entro la fine di quest’anno quasi sicuramente non vale la pena di aspettare la conferma del riscatto dei debiti.
    Nel contempo non va dimenticato che nell’autunno del 2001 la Russia aveva deciso di estinguere anticipatamente un debito di 2,7 miliardi di dollari nei confronti del FMI. Ricordiamo che inizialmente questa cifra doveva essere estinta nel 2003, ma la Banca Centrale della FR ha preferito pagare il debito prima della scadenza fissata. In questo modo, in seguito a quel pagamento le obbligazioni nei confronti dei creditori si sono ridotte proprio fino a 17 miliardi di dollari, dei quali parla adesso il governo.
    Come era facile prevedere, la dichiarazione del governo non è diventata una gran novità per il mercato finanziario. Molti analisti dicono già oggi che i pagamenti del 2003 supereranno solo di poco i pagamenti dei debiti dell’anno corrente (14,2 miliardi di dollari), in seguito all’estinzione del debito al FMI e al riscatto anticipato che prima o poi sarà presentato ufficialmente come riduzione del debito. In altre parole, già adesso gli investitori che investono dei mezzi nelle obbligazioni russe, puntano su pagamenti dei debiti del 2003 assai inferiori a quelli che sono stati annunciati dal governo.
    La decisione del governo di pubblicare una dichiarazione che indubbiamente non corrisponde alle aspettative del mercato, suscita una certa perplessità. La spiegazione va magari cercata nel fatto che i rappresentanti dell’esecutivo contano di non fare effetto sul mercato, ma sul Presidente e sull’amministrazione presidenziale. Ricordiamo che il consigliere economico del Presidente, Adrei Illarionov, si è ultimamente messo di nuovo ad inveire contro il governo, accusandolo di non essere in grado di tenere sotto controllo l’inflazione e di non avere alcuna politica dei debiti. I commenti relativi alla riduzione del peso dei debiti dovrebbero essere, quindi, interpretati come risposta del governo a questi rimproveri.
    Inoltre, il Ministero della finanza comincerà prossimamente a preparare la Finanziaria 2003, e per calcolarla sarà indispensabile trovare un consenso sulla cifra dei debiti da computare fra le spese. Ricordiamo che un anno fa la Russia è già stata coinvolta in uno scandalo dovuto al fatto che nella Finanziaria erano stati previsti pagamenti infondatamente ridotti, relativi al debito verso il Club di Parigi. La situazione del 2003 può risultare proprio contraria: se il governo insistesse su pagamenti sproporzionatamente grandi di 19,5 miliardi di dollari nel 2003 e usasse questo come argomento per spostare le spese a favore dei pagamenti dei debiti, ciò potrebbe provocare un serio conflitto con la Duma, che, a sua volta, potrebbe fornire un motivo per le dimissioni del gabinetto. Inoltre, il valore della politica previdenziale verso il 2003, anno di elezioni politiche, aumenterà notevolmente. Il governo pertanto si sfegaterà per dimostrare il suo desiderio di rinforzare con i mezzi del budget il livello di benessere dei russi, per guadagnar punti politici. La riduzione del debito è la migliore prova della sollecitudine per il benessere della popolazione, cosicché già nella seconda metà di quest’anno sentiremo probabilmente dai rappresentanti del Ministero della finanza cifre dei pagamenti dei debiti più vicine a quelle reali, rispetto alle attuali stime di 17 miliardi di dollari.

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